Continuando a parlare degli archetipi maschili legati al pantheon greco, oggi voglio parlare di una figura nell’universo maschile tanto importante quanto disprezzata: Dioniso.

Nel mito greco stesso, Dioniso è una storia tutta a sè: concepito dall’ennesima scappatella di Zeus con una mortale (Semele), Dioniso se la vide brutta già prima di nascere, quando Era, per vendicarsi del tradimento (su Semele, non certo su Zeus!) la ingannò portandola alla morte per mano dello stesso Zeus. Il padre degli dei prese il piccolo dal grembo della madre morta e se lo cucì sulla coscia, perchè potesse completare la gestazione. Una volta nato venne affidato ai parenti di Semele che lo crebbero come una bambina; Era, non soddisfatta, li fece impazzire, tanto che tentarono di uccidere il bambino. Dioniso fu quindi affidato a Sileno, che lo mise a parte dei misteri della natura e della produzione del vino. Dopo di ché Dioniso divenne un dio girovago, perennemente in viaggio attraverso l’Egitto, la Persia, l’Asia Minore e la Grecia. Ovunque andasse insegnava l’arte della coltivazione della vite, e in modo o nell’altro portava sempre la follia, per sè o per gli altri.

Dioniso è l’archetipo dell’uomo mosso da una potente instintualità, dall’impeto delle sue passioni, delle sue emozioni. E’ l’uomo che vive nel momento, nel qui e ora, che può essere un minuto l’estasi più alta ed il minuto dopo la depressione più nera. E’ l’uomo che vive nella ricerca della fusione con la natura, con l’arte, con la donna.

Ora, guardati intorno e dimmi quanti uomini conosci che siano così. Io davvero pochi, per non essere drastico. Magari te ne possono venire in mente alcuni legati al mondo dell’arte o della musica (Jim Morrison, Mick Jagger, Prince…). Ma nella vita di tutti i giorni, Dioniso è un archetipo che non sta al passo con i valori ritenuti positivi: non è affidabile, non è costante, non è equilibrato, non è razionale. Ha mille motivi per essere scansato ed evitato. Eppure…

Eppure Dioniso è colui che ha la capacità di vivere con intensità il momento, di calarsi nella sensualità del proprio corpo, di entrare in una fusione profonda con quello che lo circonda, che sia un bosco, un’opera d’arte, un tramonto, o una donna. E questo trovo che sia una delle grandi difficoltà che, senza generalizzare, noi uomini spesso incontriamo. Per fare un esempio: possiamo essere dei bravi ballerini perchè abbiamo fatto un sacco di corsi di danza, o dei bravi amanti perchè ci siamo letti un sacco di manuali o abbiamo un sacco di storie alle spalle. Ma la verità è che quando balliamo contando i passi o stando attenti a come risultiamo, o quando facciamo l’amore seguendo le istruzioni di un nostro personale manuale, non stiamo ballando e non stiamo facendo l’amore. E gli altri questo lo sentono, e se siamo onesti lo sentiamo anche noi.

Certo, Dioniso ci costringe ad uscire dalla nostra abituale zona di comfort, dai nostri panni quotidiani, e ci spinge verso posti dove potremmo non avere più il controllo della situazione o di noi stessi. Ma trovo che proprio questo passo sia fondamentale se vogliamo realmente crescere come uomini.

Cosa ci può dare il fare un po’ di posto a Dioniso nella nostra vita? In primis, Dioniso aveva una fortissima connessione con la Grande Madre, al cui culto era legato. Fin da fanciullo era cresciuto circondato da donne, travestito da ragazzina; e quando arrivava in un posto, erano le donne che attraeva a sè portandole in una dimensione di estasi e follia. Dioniso per noi uomini può essere la chiave per tornare in contatto con la Grande Dea, con la Madre Terra, con il femminino sacro. Tutti aspetti da cui, per ragioni sociali o storiche, spesso ci sentiamo esclusi, distanti, persino minacciati. Dioniso ci permette di entrare in una forte empatia con il mondo femminile, e con il femminile dentro di noi. Siamo onesti, quanti di noi vivono bene e in una sana apertura di cuore, il proprio rapporto con tutto ciò che ci parla di Femminile?

Dioniso, inoltre, nella sua connessione con la dimensione sacra del femminile e della natura, è la figura perfetta dello sciamano. Non che dobbiamo diventare tutti sciamani (in un mondo in cui per giunta ci chiedono di essere vincenti nella vita reale!), ma sapersi aprire a questa dimensione, a questo potere, ci dà una grande capacità di incontrare e vedere le nostre ombre più nascoste, ed imparare a danzare con loro.

E se ti rimane qualche dubbio che Dioniso sia un archetipo importante per la crescita spirituale di un uomo, ricorda quante volte nella sua storia lui è morto e rinato. Come lui, ci sono mille altre figure divine che hanno avuto la stessa sorte (da Gesù Cristo, a Osiride, a Mitra…), e tutte ci parlano della necessità, di tanto in tanto, di morire a noi stessi per rinascere nuovamente. Per lasciar andare parti di noi che non sono più vive e funzionali nella nostra vita, e rinascere come uomini in qualche modo nuovi, aperti a nuovi percorsi, a nuove parti di sè. Non c’è verso: non si può crescere come persone, superare le proprie difficoltà, restando comodamente seduti nella nostra equilibrata, razionale zona di comfort…

Per carità, fare posto a Dioniso è un lavoro da fare con molta presenza: è un archetipo che, per evitare di lasciargli troppo spazio e rischiare di perderne il controllo, va affiancato ed aiutato con altri archetipi (Zeus, Apollo, Ermes, per esempio, con cui anche nel mito aveva un ottimo rapporto).

In ogni caso, non sto dicendo che devi scendere in strada, strapparti i vestiti, e danzare come un indemoniato! Ma di darti la possibilità di tanto di tanto di aprirti anche all’impetuosità delle tue onde emotive. E non solo alla solita, socialmente virile, rabbia: ma anche alla tristezza, all’estasi, alla gioia. Piangi se ti viene da piangere, senza freni; ridi, se stai bene, e urla tutta la tua gioia; goditi un posto nella natura, non contando le specie degli alberi e di uccelli che vedi, ma godendo dell’energia che ti circonda con ogni parte del tuo corpo, fino a dimenticarti di te stesso. E fai l’amore come se esistesse solo la tua compagna, o il tuo compagno, come se esistesse solo quel momento e solo le sensazioni che provi fossero la realtà.

Non fraintendermi, non dico che sia facile, e neanche che sia facile per me. Ci faccio continuamente i conti con la difficoltà di lasciarmi andare a Dioniso, di lasciargli uno spazio senza l’ansia di controllare tutto. Ma se ho scritto un post così lungo, e c’ho perso tempo, è perchè credo che sia assolutamente importante per noi uomini tornare a danzare insieme a lui.

Buona danza!